21) Feuerbach. Dio e l'uomo.
Supremo principio  Homo homini Deus:  errato ritenere che
l'uomo debba sacrificare tutto a Dio, il quale per definizione non
ha bisogno di nulla. Inoltre, come la storia ha dimostrato, la
morale fondata sulla teologia giustifica tutti gli abusi, perch
in questo modo essa viene sottratta al controllo della ragione.
L. Feuerbach, L'essenza del cristianesimo (vedi manuale pagine 12-
16).
Se l'essere umano  per l'uomo l'essere sommo, anche nella pratica
la legge prima e suprema sar l'amore dell'uomo per l'uomo. Homo
homini deus est: questo  il nuovo punto di vista, il supremo
principio pratico che segner una svolta decisiva nella storia del
mondo.
[...] Al di sopra della morale sta Dio, riguardato come un essere
distinto dall'uomo a cui appartiene tutto il meglio, mentre
all'uomo spettano soltanto i rimasugli. Tutti i sentimenti che
dovrebbero essere rivolti alla vita e all' uomo, tutte le migliori
energie, l'uomo le spreca per l'Essere che di nulla ha bisogno. La
causa reale diviene un mezzo indifferente; la causa puramente
immaginaria diviene la causa vera e reale. L'uomo ringrazia Dio
per i benefizi che l'altro uomo gli apporta anche a prezzo di
mille sacrifici. La gratitudine che egli esprime al suo
benefattore non  che apparente, non  rivolta a lui, bens a Dio.
E' riconoscente verso Dio, sconoscente invece verso l'uomo. Cos
il sentimento morale soccombe nella religione. Cos l'uomo
sacrifica l'uomo a Dio! I sacrifici umani cruenti non sono in
realt che una espressione brutale e sensibile della pi intima
essenza della religione.
 [...] Quando la morale viene fondata sulla teologia e il diritto
su un'autorit divina, le cose pi immorali, pi ingiuste e pi
vergognose possono avere il loro fondamento in Dio e venir
giustificate.
L. Feuerbach, L'essenza del cristianesimo, Feltrinelli, Milano,
1971, pagine 286-288.
